Pellerina, uno stagno naturale a Torino: un pericolo o la solita esagerazione?

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Pellerina, uno stagno naturale a Torino: un pericolo o la solita esagerazione?

Messaggio  EdT il Mer Lug 01, 2009 3:39 pm

E' interessante il dibattito scaturito da un articolo di Gian Paolo Ormezzano (Pellerina, vicino ai giochi uno stagno pericoloso, apparso su La Stampa domenica 31 maggio 2009) relativo alla fonte d'acqua nata in seguito all'alluvione del 2000.

Infatti, alle parole del giornalista:
Uno stagno bruttino, circondato da canneti e, può uccidere (...) Il laghetto, dal perimetro di circa 300 metri non è recintato… a pochissima distanza, neanche 50 metri c’è uno spazio attrezzato per i giochi dei bambini, terribilmente possibile che un piccolino dei tanti sfugga ad ogni attenzione e finisca lì, dove l’acqua alta anche un metro è pronta ad inghiottirlo.

sono seguite quelle del Presidente di Pro Natura Torino (apparse su Specchio dei tempi - La Stampa, del 3 giugno 2009):
Esprimo stupore per il tono drammatico dell’articolo pubblicato su La Stampa del 31 maggio con il titolo: Pellerina, vicino ai giochi uno stagno pericoloso. L’articolo sembra evocare la tragedia dei campi sportivi della Juventus a Vinovo, in cui due giovani calciatori caddero in un bacino idrico e morirono

Pro Natura Torino precisa che
un piccolo stagno, o meglio una zona umida con canneto, formatosi spontaneamente (come ricorda l’articolo) dopo l’alluvione del 2000, profondo pochi centimetri non può essere considerato un pericolo, anche se in prossimità di un area giochi, accuratamente recintata come si vede dalla fotografia che illustra l’articolo

Noi crediamo che la denuncia del giornalista sia un tantino esagerata. Vi sono mille altri posti a Torino dove il rischio di cadere in acqua è molto più che teorico. Pensiamo ai Murazzi del Po, al Parco del Valentino nei pressi del fiume, al Parco della Colletta, o lungo le rive della Dora raggiungibili attraverso le discese, accessibili a chiunque.
Un fenomeno così naturale e così pieno di vita -il canneto offre un ottimo habitat per numerosi volatili- non può che essere un patrimonio per la città, da salvaguardare e, anzi, da far conoscere ai piccoli torinesi troppo abituati a cemento e smog.

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